Salsa agrodolce piccante Thailandese –

Questa salsa agrodolce piccante Thailandese è un must per accompagnare i piatti thailandesi e orientali. La ricetta l’ho trovata in un blog che ho appena scoperto, SHESIMMERS – Thai Cooking,anche se da qualche mese vedevo una ricetta molto simile in un blog brasiliano di cui ora non ricordo il nome.

Non ritrovandola più, ho fatto una nuova ricerca e mi ha apparso questo meraviglioso blog. Se siete amante della cucina thai, questo è il sito perfetto per trovare spunti deliziosi.

Sta benissimo anche con il formaggio di capra fresco e, perché no, anche con il Pão de queijo .

“La morte sua”, ovviamente, sono ravioli fritti thai, Curry di gamberi alla Channing Way , Gamberi fritti, ma anche con il Pad Thai di cui presto pubblicherò la mia ricetta preferita, con qualche novità per questo inverno …  😉

Approfittate della stagione perfetta per avere dei rossissimi peperoncini freschi (ho scelto i calabresi, ma se siete coraggiosi potete optare anche per il Jalapeño rosso); se avete una piantina sapete che è il momento giusto per raccoglierli e preparare questa versatile salsa thai.

Non temete il piccantissimo se non lo amate. Se aspettate qualche giorno la salsa perderà piano piano la sua piccantezza iniziale. Rimarrà un delizioso ed avvolgente gusto agrodolce con una nota soltanto velata di piccante.

Se avete amici che apprezzano il cibo tailandese, è anche un’ottima idea regalo!

 

Cos’è il peperoncino?

Nel linguaggio comune, quando si parla di peperoncino ci si riferisce al frutto piccante prodotto da alcune piante del Genere Capsicum (Famiglia Solanacee).

Nell’immaginario collettivo, il peperoncino è una bacca simile a un corno e di colore tipicamente rosso acceso. Tuttavia, producono peperoncini piccanti solo alcune varietà e incroci appartenenti a cinque specie; rispettivamente: C. Annuum, C. baccatum, C. Chinense, C. frutescens e C. pubescens.

E’ curioso notare come le stesse specie diano origine a cultivar e frutti molto diversi tra di loro; oltre che per la piccantezza, i vari tipi di bacca si possono differenziare per: forma, dimensioni, colore, sapore e aroma. Famosi per la loro piccantezza sono ad esempio gli habanero (Capsicum chinense) e i Naga morich (Capsicum frutescens), la cui forma è più vicina a quella di un classico peperone dolce in miniatura.

Nota: i comunissimi peperoni dolci appartengono alla specie C. Annuum.

Descrizione botanica del peperoncino

Di origine sudamericana, quello del peperoncino è un arboscello perenne che raggiunge mediamente 100 cm di altezza. Produce foglie verdi e fiori bianchi (5-7 petali), dai quali si sviluppano le bacche indeiscenti ricche di semi. Nei luoghi di origine ha un ciclo riproduttivo perenne, mentre nei climi più rigidi (come in Italia) è annuale.
Inizialmente verdi, con la maturazione i frutti del peperoncino crescono, assumono una forma caratteristica e possono arricchirsi o meno di carotenoidi (come la capsantina), cambiando totalmente di colore.
In base alla tipologia di peperoncino, il colore delle bacche mature può essere verde, rosso, giallo, arancione, viola, marrone e quasi nero. La dimensione è compresa tra 2 e 10 cm o più. La forma può variare da: a corno, sferica, a cubo ecc. Cambiano anche l’aroma, il sapore e la piccantezza.

Caratteristiche nutrizionali del peperoncino

Il peperoncino è un alimento che rientra nel VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti. Si tratta di un ortaggio utilizzato prevalentemente come spezia, fresco o secco. In altri paesi, ad esempio in Centro e Sud America, grazie all’abitudine per il gusto piccante, ogni giorno vengono mangiate grandi quantità di peperoncino.

Il peperoncino ha un apporto energetico moderato, fornito principalmente dai carboidrati (fruttosio); le proteine sono molto scarse, così come i lipidi.

E’ privo di colesterolo e contiene un buona percentuale di fibra alimentare.

Il peperoncino maturo è particolarmente ricco di vitamine; rilevante è soprattutto il contenuto in acido ascorbico (229 mg di vitamina C per 100 grammi di frutto fresco). Da sottolineare anche la generosa presenza di carotenoidi (precursori della vitamina A) e una discreta concentrazione di niacina (o vitamina PP).
Buono anche l’apporto di sali minerali, soprattutto di potassio; meno interessanti ma degni di nota i livelli di calcio e fosforo.

Questo variopinto insieme di princìpi nutritivi (ad eccezione della vitamina C), si concentra ulteriormente nel peperoncino spezia, quindi nel frutto essiccato ed eventualmente ridotto in polvere; allo stesso modo si rafforza anche il sapore piccante con cui ogni giorno viene dato un po’ di brio ai piatti più scialbi.

Esistono controindicazioni dietetiche?

Il peperoncino non si presta ai regimi nutrizionali per la cura delle patologie esofagee, gastriche e intestinali. Si consiglia di fare particolarmente attenzione in caso di acidità di stomaco, malattia da reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera, colon irritabile, emorroidi e ragadi anali.

Nonostante in questi casi sia tradizionalmente controindicato, alcuni studi clinici suggeriscono come l’uso costante di peperoncino possa prevenire alcune di queste patologie (in particolare l’ulcera gastrica e quella duodenale); d’altro canto, in fase acuta è comunque buona norma eliminarlo dalla dieta.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/peperoncino.html

 

Salsa agrodolce piccanti Tailandese

Preparazione 20 minuti
Tempo totale 22 minuti
Servings 2 barattoli da 250 ml
Author Thaise Bacelar

Ingredients

  • 12 peperoncini calabresi (3 jalapeno rosso)
  • 300 g di zucchero semolato
  • 100 ml di aceto di mela
  • 100 ml d'acqua
  • 3 spicchi grandi d'aglio tritati finemente
  • 1 cucchiaio di sale
  • 1 mela (purea)
  • 1 cucchiaino di FruttaPec

Instructions

  • Lavate i peperoncini, tagliateli a metà per lungo e togliete i semi. Tritate il peperoncino. 
  • Sbucciate l'aglio e tritatelo finemente. Aggiungete il peperoncino, l'aglio tritato, zucchero, sale, la purea di mela e portate sul fuoco (medio) finchè non inizia a bollire leggermente vicino ai bordi. Aggiungete l'aceto, fruttapec e l'acqua, fate cuocere (a fuoco basso) per circa 35-50 minuti, mescolando ogni tanto. 
  • Sterilizzate i barattoli dove conserverete la salsa. Versate la salsa ancora calda, chiudete e capovolgete il barattolo; lasciate raffreddare. 
  • Si conserva per 1 anno in un luogo asciutto e fresco, 1 mese dopo aperta e, in questo caso, va conservata in frigorifero. 
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