Piccolo Lago ** il ristorante di Marco Sacco

E’ dal giorno che ci hanno invitati ad andare al Piccolo Lago che sono in fermento.

Visto che non conoscevo la cucina dello Chef, sono andata nel loro sito per vedere il menu. Da quel giorno ho contato le ore: ho aspettato questo pranzo come una bambina che aspetta in dormiveglia l’arrivo di Babbo Natale.

Domenica ad attenderci c’era lo Chef, due stelle Michelin, Marco Sacco.

Lui è una persona frizzante che ti affascina nel raccontare la sua storia di continua ricerca e crescita professionale. Ci ha ricevuti la sua gentilissima moglie, nonché maître, Raffaella che ci ha fatto subito sentire come se fossimo a casa nostra.

 

Per iniziare,  ci hanno deliziati con dei finger food come aperitivo di benvenuto, nel bellissimo e suggestivo giardino con  piscina, di fronte a questa meraviglia della natura:  il Lago di Mergozzo con i suoi colori; il monte Cervino che domina il lago e le montagne vicine che ci circondano  regalando a  questo posto una magia inebriante.

Godetevi il panorama con un calice di vino bianco e lasciatevi coccolare dai ragazzi del Piccolo lago.

Prima di sedermi a tavola per lo “show”, ho girovagato un po’, conosciuto tutta la brigata di ragazzi giovani,creativi e simpaticissimi. Sbirciare la cucina di uno Chef stellato è emozionante, e questa era davvero bellissima. Cucina da grande Chef!

Quello che mi ha sorpresa è che in cucina ci siano delle ragazze, che come me hanno la passione per questo lavoro: vi dico questo perché in genere nei ristoranti vedo pochissime ragazze in cucina per il fastidioso preconcetto di crederle troppo “fragili” .

Il servizio era impeccabile. Abbiamo scelto di fidarci dello Chef e lui ci ha guidato in  un viaggio  sorprendente di 8 portate.

Sedetevi in veranda, ammirate il bellissimo panorama e preparate le papille gustative perché lo Chef va in scena.

 

P5224424

 

Mi piace divertirmi e far divertire fa parte del mio lavoro:
è il mio modo di esprimermi, il ristorante diventa condivisione, partecipazione tra me e il mio pubblico.
Tutto diventa teatrale e lo spartito lo decido io.
Guardate, annusate, assaggiate, ascoltate, si va in scena.
Marco Sacco

P5224417

Piccolo Lago – il 22.05.2016 – Lago di Mergozzo

 -Già che ci siamo, 8 uscite-

tra gli aperitivi, il prosciutto “Marco Sacco 42” dalla Val Vigezzo

Topinambur  – rigorosamente piemontese e selvatico

Lumaca Lumaca –  contrasti, simile solo nel nome

Riso, Borragine, Vongole –  forza della stagione: solare e verde

Carbonara au Koque – sempre lei, ma così?

Trota – latte burroso, ribes acidi

Anatra – piante resinose, sambuco, ortiche

L’anguilla –  dal fuoco al roner

Asparago – infusione con acqua e zucchero

Fieno – profumo di montagna

Petit Fours –  pasticceria al taglio

piccolo lago

 

 

Topinambur in tre consistenze, grano saraceno tostato, polvere di tartufo nero e olio al prezzemolo; per iniziare un piatto delicato, che sa di località, tecniche e lavorazione perfette, dove le tre consistenze ci hanno svelato il topinambur a 360°. La parte croccante è compito del grano saraceno leggermente tostato. Il profumo della polvere di tartufo nero e l’olio di prezzemolo racchiudono l’origine piemontese di questo meraviglioso piatto. I sapori danzano e le materie scivolano giù per la gola. Beviamo Vermentino – Litorale del 2015 del Val delle Rose

Lumaca di terra con spuma di patate e grappa – Lumaca di mare con sedano rapa, papaia e chili tagliati a julienne: non avevo mai mangiato una lumaca così, sinceramente è stata davvero la prima volta che mangiavo lumache e devo  dire che erano deliziose.

Carbonara au Koque, il piatto forte di Marco: tagliolini fatti a mano, prosciutto 42′ Marco Sacco, crema all’uovo e gin, cialda al latte. Deliziosa, che ve lo dico a fa’. L’idea di utilizzare il guscio per contenere la crema da mantecare è fantastica.

Trota salmonata con  latte burroso di ribes, piselli, fave, asparago, pan di spagna di crescione e uova di trota: qualcosa di sublime, la perfezione in una trota, che si scioglieva in bocca in un’esplosione di profumi.

Petto d’anatra divinamente cotto nel burro e coscia d’anatra confit, finocchio cotto e crudo e salsa d’ortica: io amo particolarmente l’anatra e questa era divina, carne morbidissima, cottura perfetta, grasso croccante, la coscia confit  era altrettanto morbida e con un sapore intenso, il tutto equilibrato dalla salsa di ortica.

I dolci erano qualcosa di molto esclusivo e ricercato; qui, sono rimasta enormemente colpita.

Il primo audace, gira mondo, ma allo stesso tempo locale; acquoso, dolce e salato.             Asparago bianco infuso di acqua e zucchero, cotto nel burro di cacao; gelato al Passito, salsa d’anacardi, salsa di lime e caviale di tapioca alla arancia. Il mio dolce preferito.

Non da meno era il secondo dessert; profumo di montagna con un strepitoso gelato al fieno con nido di pasta kataifi , salsa di nocciole Piemontese, gelatina alla lavanda, crumble di cafe  e pan di spagna di mirtilli. I sapori si accostavano perfettamente regalando un trionfo di emozioni. In questo dessert troverete equilibrio e dolcezza irripetibili.

Ottimi e curiosi i petit fours.

 

piccolo-lago

          La storia di Marco Sacco

 

Una storia di progetti realizzati quella di Marco Sacco… Figlio d’arte, quella culinaria s’intende, Marco Sacco con la sua famiglia e una piccola équipe di collaboratori nell’arco di due decenni ha saputo trasformare la cucina del suo “Piccolo Lago” guidandola verso le vette della gastronomia europea.
Nel 2004 questo angolo sospeso dal mondo e affacciato su uno specchio d’acqua cristallina conquista la prima Stella Michelin.
Nel 2007, grazie allo scrupoloso lavoro di ricerca ed evoluzione continua arriva la seconda stella. Marco Sacco è proprio questo: una specie di cercatore d’oro, un viaggiatore instancabile, un uomo per cui il cibo è la chiave per comprendere, conoscere e amare il mondo e la vita.

P5224430

Sono cresciuto nel ristorante dei miei genitori, la passione per la cucina è esplosa quando a 9 anni mio padre mi ha fatto salire su una cassa d’acqua e ho visto le pentole, ho sentito i profumi e mi sono affacciato su un mondo magico che non ho più abbandonato. Con gli anni questa passione quasi innata, diventa curiosità, interesse e poi conoscenza.
Così cominciano i viaggi, imparo dai maestri, dal territorio e dai nuovi sapori incontrati in giro per il mondo. Quando ritorno a casa la trasformazione è completa e nascono i miei piatti.

P5224431

       

   La Sala

Entrate in sala e guardatevi attorno, il lago e la sua luce vi avvolgono. Non solo acqua, al centro il fuoco del camino crepita e riscalda l’ambiente, i fuochi della cucina sono al lavoro per compiere la magia. Basta girare lo sguardo per vedere lo chef e la sua brigata all’opera attraverso le pareti trasparenti. I vecchi mobili sono incisi sul vetro mentre le lampade Foscarini colorano l’atmosfera ricordando l’arredamento originale. La storia è ovunque: il nuovo viene scritto nel solco di ciò che c’era prima. Al Piccolo Lago l’esperienza è un patrimonio da valorizzare, sempre.

P5224376

 

     

Sedetevi in veranda

 Appena arrivate in veranda siete investiti da un carosello di sensazioni visive… l’acqua, la natura circostante e le montagne vi circondano in modo inebriante. Non avrete la semplice sensazione di guardare il paesaggio, vi ci sentirete dentro. Il viaggio è cominciato, la direzione verrà stabilita dalla cucina dello chef Marco Sacco e dal sapiente lavoro del personale di sala sotto la guida di Raffaella Marchetti: una grande donna, imprenditrice e capo maître – una vera padrona di casa.

P5224420

 

             

      Scoprite il giardino

 La luce è la grande protagonista del nostro giardino, i colori cambiano continuamente durante l’arco del giorno, dall’alba fino al tramonto là dietro il Cervino. A pranzo, per l’aperitivo oppure a cena: in ogni occasione vivrete un’esperienza unica e indimenticabile.

 

P5224392

 

Se ti piace, condividi con gli amici
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Tags from the story
,
More from Thaise Bacelar

Gingerbread Cookies

Se non avete ancora preparato i biscotti natalizi...
Read More

Lascia un commento