Perché continuiamo a cucinare?

 
 -per mantenere la libertà e il potere di creare quello che vogliamo e che ci piace, con gli ingredienti scelti da noi, per deciderne l’uso, controllare la cottura e gli abbinamenti; per pianificare le portate del pranzo e il loro ordine, per scegliere i vini che le accompagneranno. Mentre il cuoco prepara le pietanze è sovrano assoluto della cucina.
– per recuperare l’antica abilità di trasformare gli ingredienti in cibo, una tecnica che ha plasmato la nostra evoluzione ed è ormai insita nella natura umana.(…)
-perché cucinare é un sfogo-di rabbia, energie represse, dolore nascosto:sbattere la pasta delle brioche sul marmo, ritmicamente e con violenza, tagliare rape o barbabietole crude, schiacciare mandorle e noci, strappare le foglie dei carciofi, pestare e ridurre in polvere nel mortaio le spezie preferite, tritare il prezzemolo con un coltellaccio.
Cucinare è il legame benefico con la natura attraverso la scelta e la preparazione degli ingredienti.
La consapevolezza di quello che si cucina, del perché lo si cucina e per chi, dà godimento e appaga i sensi: dalla scelta degli ingredienti alla preparazione della tavola, dall’abbinamento delle portate all’accompagnamento dei vini.
Cucinare ci fa sentire umani!!
-Simonetta Agnello Hornby e Maria R.Lazzati
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