Le terre di Efesto – SICILIA on the road- (costa ionica)

Salutiamo Ortigia e ci dirigiamo verso Taormina, la nostra quinta base, per scoprire i suoi dintorni. Conoscete le Gole dell’Alcantara? Saranno una delle nostre mete e, perché no, anche la celebre IsolaBella. Una rapida pausa per conoscere il borgo medievale di Randazzo un paese sperduto ai piedi del gigante, e tappa d’obbligo per chi visita la Sicilia, il Monte Etna.

Siete pronti?

Let’s GO guys!!

 

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«Pagatemi queste righe a peso d’oro, non per la loro straordinaria bellezza ma perchè io stesso le devo pagare così care. Se stimo ogni stelletta dieci centesimi e un centesimo ogni profondo mormorio del mare, dieci lire il fuocherello rosso sulla cima dell’Etna e mezza lira ogni ora dell’aria balsamica – come vedete, non tengo conto né dei riflessi del mare, né delle palme, né del vecchio castello, e nemmeno del teatro greco che di notte non ha niente con cui attirare l’attenzione – allora, veramente ne vale la pena e sia lodato Dio che mi ha mandato in questa parte del mondo».
(Karel Capek, “Fogli italiani”- da Palermo a Taormina, tra il 1890 e il 1938)

 

 

QUATTORDICESIMO GIORNO –  26 settembre

 

Taormina

 

 

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Posizionata lungo il versante di una montagna, Taormina è la meta più affollata di turisti incontrata sino ad ora, anche se questo periodo, tra settembre e ottobre, è il più consigliato per visitarla. E fidatevi, fa tutta la differenza. E’ quasi impossibile girare in macchina a Taormina, le strade sono matte e il traffico incredibile perché le strade girano tutto intorno al versante della montagna. Se volete visitarla, vi consiglio di prepararvi a fare molte camminate in salita. Il centro storico è molto bello. Con negozi alla moda e dai prezzi chiaramente esorbitanti. Qui, a mio parere, tutto costa un pò troppo. Abbiamo scelto di alloggiare per tre notti in un appartamento e, alla fine, abbiamo mangiato quasi sempre a casa. Il secondo giorno, però, abbiamo deciso di fare un salto a Catania per una cena golosissima.

 

 

 

QUINDICESIMO GIORNO – 27 settembre

 

Gole dell’Alcantara

 

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Volevamo scoprire le famose Gole dell’Alcantara e le gelide acque trasparenti del fiume. Con le loro strane rocce color grigio. La leggenda racconta che qui facesse i bagni caldi la dea Venere.

“Il bacino idrografico del fiume Alcantara ha una superficie di circa 573 kmq: il fiume nasce dai Monti Nebrodi, scorre tra il massiccio vulcano dell’Etna  a sud e le propaggini meridionali dei monti Nebrodi e Peloritani a nord, raggiungendo il mar Jonio dopo 52 km circa.”

Questo meraviglioso corso d’acqua dalle acque gorgheggianti e limpide in passato fu chiamato in molti modi diversi, ed ogni popolo che si fermava lungo la vallata lo appellava differentemente. I greci lo chiamarono Assinos, Plinio lo nominò Asines, Appiano Alessandrino Onobalas, i mussulmani Al Qantarah o Cantare, Federico III D’Aragona lo chiamò invece Flumen Cantaris. Il nome attuale resta quello di derivazione araba, riferendosi appunto ad un ampio ponte di origine araba, Al qantarah – che significa: il ponte di dio-.

“La formazione dell’alveo dell’Alcantara risale a circa 300.000 anni fa, tuttavia l’attuale aspetto del fiume nel tratto delle gole risale alle colate verificatesi negli ultimi 8.000 anni. La presenza del monte Mio ha portato in un primo tempo ad attribuire la formazione delle gole a questo concetto secondario. Studi recenti portano a distinguere invece tre colate laviche provenienti da bocche apertesi nell’area di Monte Dolce, nel medio-basso versante etneo, che si sono sovrapposte e che sono tuttora visibili lungo la parete in sponda sinistra del fiume, la più antica è quella che ha raggiunto il Mar Ionio all’altezza di Capo Schisò (Giardini-Naxos), mentre la più recente è quella che ha formato i basalti colonnari delle gole; la presenza dell’acqua del fiume e la relativa percolazione all’interno della massa magmatica ha causato un raffreddamento più veloce dando origine a profonde fratture irregolari; alcune perfino caotiche; le quali, intersecandosi, formano strutture prismatiche di varia configurazione, che possono raggiungere anche i 30 metri.”

Se volete potete visitare il parco botanico e geologico delle Gole dell’Alcantara. Da qui potete vedere dove Venere faceva i suoi bagni termali e varie specie di piante.

 

Balcone di Venere

“Attraverso un piccolo sentiero si entra nel mezzo delle gole a pochi metri sul livello del fiume, attorniati delle incombenti pareti basalti colonnari. Un’antica leggenda narra che il dio Vulcano amava, ricambiato, la  Dea Venere. Per suggellare questo amore, Vulcano riscaldò le acque dell’Alcantara, sacro luogo dove la Dea amava bagnarsi. Ma un bel giorno, questo idillio amoroso finì a causa del tradimento della Dea Venere: Vulcano, in un attimo di rabbia e gelosia, rese le acque delle fredde e gelide, cosi da far scontare a Venere il suo tradimento. Da allora si narra che la vasca della dea restituisca la virilità agli uomini e la verginità alle donne che si immergono nelle sue  fredde acque.”

Isola Bella

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Una mini isola in mezzo al mar Ionico. Tanto famosa quanto affollata di turisti, oggi, è possibile visitare la casa costruita sull’isola che ospita un piccolo museo ornitologico. La vista è mozzafiato e il senso di pace e tranquillità che trasmette questa piccola isola è favolosa.

 

Storia

“Donata nel 1806 da Ferdinando I di Borbone a Pancrazio Ciprioti sindaco di Taormina, fu acquistata nel 1890 da Florence Trevelyan che la valorizzò costruendovi una casetta e piantumandovi rare essenze pregiate. L’isola andò poi in eredità all’avv. Cesare Acrosso , figlioccio adottato da Salvatore Cacciola, marito di Florence Trevelyan.

Nel 1954 fu acquistata per 38.000 ₤ dai fratelli Leone ed Emilio Bosurgi, che vi realizzarono un villaggio con 12 residenze autonome ed una minuscola piscina camuffata fra rocce e piantagioni, al fine di allietare ed ospitare i loro amici imprenditori e banchieri.
La famiglia Bosurgi era proprietaria della Sanderson, storica azienda messinese di trasformazione degli agrumi. Il fallimento di questa nel 1982, aprì la strada alla vendita per asta giudiziaria dei beni di famiglia che garantivano i debiti della società con fidejussioni. Tra questi beni vi era anche l’isola Bella con la sua villa. Una prima asta fu dunque fissata per il 17 ottobre 1984 con una base di cinque miliardi e mezzo di Lire e rilancio minimo di cento milioni, ma andò deserta.


Intanto le istituzioni si mossero per tutelare l’isolotto. L’8 ottobre 1984 la Regione Siciliana, su sollecitazione del Comune di Taormina, l’Assessorato regionale dei beni culturali dichiarò l’isola Bella un monumento d’interesse storico artistico di particolare pregio in quanto «esempio isolato di unicum come valore naturalistico, storico e culturale», sottoponendola a vincoli di tutela. Il decreto considerava l’isola come un «monumento naturale»
Una nuova asta il 6 marzo 1985, nonostante la base fosse stata ribassata del 20%, non vide presentarsi nessun compratore.

Nel 1990 l’isola fu infine acquistata dall’Assessorato dei beni culturali. Nel 1998 fu istituita riserva naturale, gestita dal WWF, poi dalla Provincia di Messina e di recente passata in gestione al CUTGANA, centro di tutela ambientale dell’Università di Catania.”

fonte:wikipedia

 

 

SEDICESIMO GIORNO – 28 settembre

 

Catania

Purtroppo non l’abbiamo visitata come di dovere per ragioni di tempo, ma qui ho scoperto un’ottima hamburgeseria.

Dopo aver girato per Bronte e Randazzo – con non poca delusione – decidiamo che è arrivato il momento di svoltare la giornata con un pò di vero e proprio comfort food.

Ovviamente, abbiamo scelto due super hamburger da 200 gr di carne, guanciale croccante di maiale dei Nebrodi, cipolla di tropea caramellata con salsa piccante barbecue fatta in casa. I buns erano soffici ma raccoglievano alla perfezione la farcitura.

Per accompagnare, delle croccanti patatine coperte di formaggio fuso e bacon croccante. Ottime birre artigianali e, per finire, una coccolosa e spumosa mousse di nocciole con…sorpresa…che proverò a ricreare qui su blog per voi a breve.  😉

Prodotti tutti rigorosamente ed orgogliosamente siciliani.

 

Indirizzo

FUD – Bottega Sicula Catania

via S. Filomena, 35 – 95129 Catania- Tel: 0957153518 – www.fud.it

 

DICIASSETTESIMO GIORNO –  29 settembre

 

Monte Etna

«Tutto ciò che la natura ha di grande,
tutto ciò che ha di piacevole,
tutto ciò che ha di terribile,
si può paragonare all’Etna,
e l’Etna non si può paragonare a nulla».
(Dominique Vivand Denon, “Voyage en Sicilie”, 1788)

 

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L’Etna  è il vulcano più alto d’Europa, con una superficie di circa 1.250 km² ed un’altezza di circa 3.350 metri sul livello del mare, può essere considerato- per le continue manifestazioni eruttive di questi ultimi anni- uno dei vulcani più attivi del mondo. Dai suoi 3.350 metri di altezza domina la Sicilia, i tre mari che la circondano e la Calabria.

Con i suoi aspetti molteplici e suggestivi, con la veduta di crateri avventizi, secolari colate laviche, boschi, agrumeti e vigneti verdeggianti che attirano la curiosità scientifica e turistica dei visitatori di tutto il mondo.

La telecabina dell’Etna e gli speciali mezzi fuoristrada permettono di raggiungere le zone sommitali del vulcano per un’escursione che arricchisce il soggiorno estivo e, d’inverno, offrono la possibilità di praticare sport su neve.

-COSA VEDERE A TAORMINA E DINTORNI –

-Escursione sull’Etna con un professionista

-Visita alla casa di Isola Bella

-Body rafting, trekking nelle Gole Dell’Alcantara

 

-DOVE DORMIRE-

A Taormina prendete un appartamento con Booking.com, conviene molto rispetto agli alberghi super costosi.

 

 

 

 

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