Ayutthaya antica capitale della Thailandia

Ayutthaya

Ayutthaya antica capitale della Thailandia.

Sveglia presto, colazione da campioni e via a prendere il treno per scoprire Ayutthaya. Due ore infernali di treno, un caldo da sciogliere anche il ferro.

Ma prima di partire facciamo un salto a vedere il Buddha d’oro più grande della Thailandia. Se non lo avete visto, vi lascio il link del post qui.

Arrivando ad Ayutthaya, non vi spaventate, non fatevi prendere dall’ansia di scoprire. Contrattate sempre se, come noi, volete prendere un tuk tuk. Se preferite la bicicletta (per i veri coraggiosi, visto il caldo soffocante), dovete cercare uno dei punti dove si possono affittare.

Ricordate sempre di portare via con voi una borraccia termica con acqua e qualche snack se non volete mangiare li. Vi consiglio se potete di visitarla anche di sera; noi, visto che avevamo poco tempo, non lo abbiamo fatto. Ma immaginate tutte queste immagini con il tramonto o con le luci accese che illuminano i Buddha giganti. Deve essere una cosa spettacolare per gli occhi.

 

 

Stazione di Hua Lamphong

Stazione di Hua Lamphong

La stazione ferroviaria principale della città di Bangkok è all’interno di un edificio art dèco costruito da architetti olandesi poco prima della Prima guerra mondiale. Ha soffitti ampi, imponenti lucernari e grandi vie d’accesso che le conferiscono un aspetto arioso.

Da qui partiamo per la scoperta della più antica capitale dell’Asia, Ayutthaya.

 

Monaco a cammino di Ayutthaya

 

Ayutthaya 

La città sorse come avamposto militare e commerciale khmer, assurgendo alla dignità di capitale sotto Ramathibodi I, intorno al 1350. Ayutthaya fu costruita in una posizione ideale, racchiusa e protetta da diversi fiumi che vennero convogliati in canali più piccoli, creando una fortezza acquatica quasi inespugnabile.

In breve tempo Ramathibodi I iniziò la costruzione di palazzi reali e templi e, per testimoniare la sua fede nel Buddhismo Theravada, invitò alcuni monaci dello Sri Lanka per celebrare riti religiosi nella città reale.

Durante i suoi quattro secoli di vita, Ayutthaya fu governata da una successione di 33 re, che a loro volta eressero nuovi templi e palazzi, abbellendo quelli già esistenti. Mantennero inoltre grandi eserciti per allargare i confini nazionali: i re di Ayutthaya furono quasi costantemente in guerra contro la Birmania, ma anche contro i laotiani, i cambogiani e, a sud, i musulmani.

Verso la fine del XV secolo, la città controllava gran parte del sud-est asiatico. Ayutthaya si sviluppò come importante centro commerciale e fu visitata da mercanti provenienti da quasi tutta Europa. Gli emissari del Re Sole raccontarono meravigliati che la città era paragonabile alle capitali europee.

Ma, alla fine, dopo 400 anni di potere e gloria, la città cadde lentamente in declino. Per due anni si oppose a un assedio dei birmani, ma si arrese nel 1767.

I siti di Ayutthaya

Alla fine del XVII secolo, un viaggiatore europeo calcolò che la popolazione di Ayutthaya ammontasse a più di un milione di abitanti, con circa 1700 templi, circa 30.000 monaci e più di 4.000 statue di Buddha, in oro o coperte da lamine d’oro.

Tragicamente, molti dei templi e delle statue furono distrutti dai birmani, ma circa 50 templi rimangono in vari stati di conservazione e restauro, insieme ad altri monumenti come gli immensi Buddha reclinati.

Iniziamo il nostro tour storico

Wat Yai Chai Mongkol

 

Vihara Phra Phutta Saiyat

 

E’ certamente uno dei più interessanti e monumentali luoghi di culto. Molto frequentato dai thailandesi, si trova all’estremo sud-est della città ed è caratterizzato da un grande chedi a forma di campana alto 60 metri.

Fu fatto edificare nel 1592 da re Naresuan il Grande per celebrare la sua vittoria sui birmani. Al momento della conquista della città i birmani bruciarono gli edifici del wat ma il grande chedi, grazie alla sua imponenza, resistette alla distruzione.

 

Phra Chedi Chaya Mongkhon

La struttura principale del complesso è costituita dalla imponente Phra Chedi Chaya Mongkhon, chedi con un altezza di 60 metri, realizzata con la tipica “forma a campana”.

La chedi sorge su di un basamento ottagonale, posto alla sommità di un ulteriore basamento a pianta quadrata, caratterizzato da quattro chedi minori poste in corrispondenza dei punti cardinali.

Tale configurazione, denominata “Tempio-Montagna”, è una rappresentazione del Monte Meru, la montagna sacra, centro dell’universo, dimora delle principali divinità della mitologia Induista.

Di fronte alla chedi sono presenti due Mondop, ciascuna delle quali contenente una immagine del Buddha nella postura del Bhumisparsha Mudra.

La scalinata principale, situata lungo il lato orientale, garantisce l’accesso alla terrazza superiore. Proseguendo lungo la ripida scalinata si accede alla camera interna della chedi, all’interno della quale ci sono alcune immagini dei Buddha.

 

La Viharn Principale

Dietro alla chedi principale, situato all’interno del Porticato, è visibile il basamento della Viharn principale (Viharn Luang).

Quest’ultima, realizzata a pianta rettangolare, è caratterizzato da una immagine del Buddha con i suoi discepoli più fedeli, Sariputta e Moggallana (vedi foto)

Il Porticato (Gallerie)

Come consuetudine, attorno alle chedi fu realizzato un porticato – Gallerie – a pianta rettangolare, decorato internamente con numerose immagini del Buddha (vedi foto)

Le statue, raffiguranti il Buddha nella postura del Bhumisparsha Mudra, sono state restaurate dal Dipartimento delle Belle Arti Thailandese.

 

Il Porticato (Gallerie)

La Ubosot

La Ubosot (Sala dell’Ordinazione), situata di fronte alla chedi principale, custodisce una delle immagini del Buddha più venerate del Regno: il Phra Phuttha Chaya Mongkhon.

Vihara Phra Phutta Saiyat

Nel settore nord-orientale del complesso è situata la Vihara Phra Phutta Saiyat, all’interno della quale c’è un imponente Buddha sdraiato (restaurato nel 1965).

Vihara Phra Phutta Saiyat – Buddha sdraiato

 

 

 

 

 

Wat Mahathat

E’ uno dei monumenti più antichi di Ayutthaya.

Narra la leggenda che re Boromaraja I (1370-1388) ebbe una rivelazione divina e si materializzò di fronte a lui una reliquia del Buddha, per custodire la quale, fece costruire il tempio, uno dei più importanti centri del buddhismo.

Wat Mahathat si trova ad ovest del Wat Phra Sri Sanphet ed il suo nome significa tempio sacro dove sono state collocate le reliquie del Buddha.

 

Il prang del Wat Mahathat è stato costruito nel primo periodo di Ayutthaya e la sua struttura è diventata il modello tradizionale di costruzione dei templi su scala nazionale mentre il reliquiario detiene un importante significato storico e religioso, in quanto edificio che rappresenta il Buddha.

-I prang sono torri istoriate che nella tradizione induista-cambogiana servivano per ospitare statue delle divinità nella cella inferiore, a cui di solito aveva accesso solo il sovrano. – Col sopravvento del buddhismo sono diventati reliquiari con la stessa funzione dello stupa e sono stati adottati dall’architettura sacra siamese proprio nel periodo di Ayutthaya.

Nei maggiori templi è possibile trovare affiancati i chedi ed i prang, come nel Wat Arun e nel Wat Phra Kaew di Bangkok. Il prang del Wat Mahathat in cui sono state collocate le reliquie sante era fortemente influenzato dall’architettura in stile Khmer – la parte inferiore era fatta di laterite, mentre la parte superiore era in muratura. I restauri successivi non sono riusciti a conservare le antiche torri, di cui è rimasto visibile solamente il magnificente portico, ma hanno permesso di rinvenire un gran numero di oggetti preziosi fra cui il cofanetto in pietra contenente le reliquie attualmente conservate nel Museo Nazionale di Chao Sam Phaya.

“un grande albero bodhi (fico sacro) le cui radici hanno incastonato una testa del Buddha in arenaria”

 

I punti salienti del Wat Mahathat comprendono la pagoda ottagonale, la base in gesso di un’immagine del Buddha, il prang con dipinti murali sulla vita del Buddha, la sala adibita a residenza del Patriarca supremo buddista e altri piccoli Viharn (che svolgevano la funzione di sala per la preghiera per le assemblee secondarie).

Quello che sembra essere il punto di riferimento più importante del tempio è situato proprio di fianco all’ingresso. Alla destra del wat si trova un grande albero bodhi (fico sacro) le cui radici hanno incastonato una testa del Buddha in arenaria.

E’ la delizia di fotografi e visitatori ed esercita sempre una grande attrazione, tant’è che hanno messo un pavimento su cui potete sedervi e fare selfie con la testa. E sì, dovete avere pazienza, perché dipendendo dell’ora farete anche un po’ di fila per scattare le foto. Venite presto! o venite e state anche la sera così godrete del fascino di questo posto in (quasi) solitaria.

 

 

 

 

Wat Phra Mongkhon Bophit

Accanto al Wat Phra Si Sanphet si trova questo santuario. Ospita una delle statue in bronzo del Buddha più grandi di tutta la Thailandia: alta 12,5 m (17 m con la base), fu gravemente danneggiata da un incendio provocato da un fulmine intorno al 1700 e poi nuovamente quando i birmani saccheggiarono la città. Sia il Buddha sia l’edificio sono stati restaurati nel XX secolo.

I restauri avvenuti successivamente (l’ultimo nel 1957) non sono, però, in linea con la raffinatezza dell’opera originale.

Lo spazio libero a est del wihan, o più propriamente Sanam Luang, serviva per le cerimonie di cremazione reali. Si trova proprio accanto al Wat Si Sanphet e l’enorme statua è oggetto di grande venerazione. La visita al viharn è interessante soprattutto per osservare i fedeli in preghiera e le loro cerimonie di offerta per chiedere una grazia.

Nel 1956, l’allora primo ministro birmano, in un atto di tardiva riparazione al saccheggio della città compiuto dal suo paese due secoli prima, donò 200.000B come contributo al restauro del tempio.

 

Wat Phra Ram

Wat Phra Ram

Questo tempio modesto, risalente al 1369, fu costruito sul sito funerario del sovrano Ramathibodi (1350-1369) per volere di suo figlio, Ramasuen (1369-1395).

Lo straordinario prang a forma di pannocchia, decorato da figure mitologiche e da immagini del Buddha, fu aggiunto circa 100 anni più tardi.

Questo tempio è meno impressionante di alcuni dei templi più grandi di Ayutthaya, ma è collocato furbamente: sorge su una penisola erbosa, protesa in uno stagno coperto da ninfee giganti.

 

 

Wat Chai Watthanaram

Tra i siti che sorgono fuori dell’isola, questo è il più imponente grazie al prang centrale in stile khmer alto 35m e alle condizioni generalmente buone del complesso.

Il tempio fu fatto costruire dal re Thong in onore della madre secondo un progetto che ricorda volutamente l’Angkor Wat della Cambogia; i lavori iniziarono nel 1630 e durarono una ventina d’anni.

 

Wat Lokaya Sutharam

Nei pressi di Th Khlong Thaw, venite verso l’alba o il tramonto, questo tempio in rovina presenta un’imponente statua del Buddha reclinato, lunga 42 m che risale verosimilmente al primo periodo di Ayutthaya. Per arrivarci venite in tuk-tuk o in bicicletta: è un po’ fuori mano ma vale la pena.

 

 

 

 

Next stop → Bangkok ed i suoi templi

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