Acarajè

“No tabuleiro da baiana tem
Vatapá, oi
Caruru
Mungunzá
Tem umbu
Pra ioiô
Se eu pedir você me dá
O seu coração
Seu amor de iaiá…” – Gal Costa-

L’acarajé, piatto tipico baiano.

Se un giorno andate a Salvador di Bahia, noterete di sicuro  in ogni quartiere o addirittura via delle signore vestite con un turbante colorato e vestito tradizionale, rigorosamente bianco, con tavolini (i famosi tabuleiro da baiana)colmi di ogni ben di Dio e tra cui la famosissima Acaraje. Piatto tipicamente offerto all’Orixás, sono delle polpette  fatte con i fagioli occhi neri,molto utilizzati nella cucina brasiliana.

Io la adoro, appena arrivata in Italia, è stata subito uno dei piatti che più  mi è mancato. Non vedevo l’ora di tornare a casa per mangiarli, e ogni volta che tornavo la prima cosa che cercavo quando scendevo dall’aereo era un “tabuleiro da baiana”. Oggi, visto che torno molto poco in Brasile, mi sono dovuta arrangiare per non sentire più la saudade di questo piatto che è molto la mia Bahia.

Ho imparato a farli a casa, le prime volte vi confesso che erano ore ore di lavoro inutile per togliere la pellicina dei fagioli. Ma anche in questo, con il passar del tempo, si impara, migliora.
Per chi non la ha mai mangiata, consiglio davvero di provarla: si innamorerà di questa cultura meravigliosa che è la mia Bahia.
Vi lascio la ricetta.

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Acarajè
Preparazione
3 h
Cottura - Riposo
1 h
Tempo totale
4 h
 
Adatta le portate: 10 acarajè
Autore: Confortatemi con le Mele
Ingredienti
  • 500 g di fagioli occhio nero
  • 2 cipolla bianca
  • 2 cucchiaino sale
  • 1 l d'olio vegetale per friggere
  • 2 cucchiai di olio di palma (dendê)
Preparazione
  1.  Tritate in un mixer da cucina i fagioli in modo da spezzarli senza sminuzzarli troppo, non deve diventare una farina. Questo processo rende molto più facile la pulizia della pellicina. 

  2. Mettete i fagioli in una ciotola e copriteli con acqua fredda e lasciateli in ammollo per minimo 12 ore, muovendo ogni tanto con le mani per far venire a galla le pellicine e toglietele man mano con l'aiuto di una schiumaiola. Fate questo procedimento varie volte, cambiando l'acqua ogni 3 ore.

  3. Trascorso questo tempo, eliminate tutte le bucce venute a galla. I fagioli devono rimanere bianchi senza la pellicina con l'occhio nero. Scolate dall'acqua rimanente.

  4. Frullate i fagioli fino ad ottenere una crema densa. Aggiungete la cipolla tagliata a cubi, il sale e frullate il tutto.

  5. Con un cucchiaio di legno lavorate la massa fino a triplicarne il volume. Questo processo è lungo, ma importantissimo per la fermentazione.

  6. Scaldate l'olio, con l'olio di palma, in una padella a fuoco medio a temperatura 165°C .

  7. Prendete due cucchiai da zuppa e formate con la crema delle quenelle. Fatele scivolare nell'olio caldo. Friggete 4 acarajé per volta, 3 minuti per lato.

  8. Togliete gli acarajé con una schiumarola e portateli su un foglio di carta assorbente.

  9. Continuate con tutto l'impasto. Potete mettere in un recipiente e conservare in frigo fino a 3 giorni.

  10. Servire gli acarajé caldi o tiepidi con le tre famose creme (carurú, il vatapá, gamberoni essicati e la vinagrete).

 Sapevate che?

Molti piatti della cucina afro-brasiliana sono delle offerte dei filhos-de-santo (il “clero” del candomblé) agli dei della liturgia baiana. L’acarajé è un cibo rituale offerto all’orixá Iansã, divinità dei venti e delle tempeste. Ma non solo, la cucina di origine afro-brasiliana è cerimoniale. Molti dei balli e feste tipiche della cultura baiana erano praticati come riti di adorazione alle divinità, che col tempo diventarono tradizione.Baiana-de-Acarajé
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